Proroga scadenza imposte 2020: chi ne beneficia e chi no?

Proroga scadenza imposte

Con il “Decreto Ristori bis” (dl 149/2020) in vigore dal 9 novembre 2020 si è ampliata la fetta dei beneficiari della proroga al 30 aprile 2021 del termine di versamento della seconda o unica rata dell’acconto delle imposte sui redditi e dell’Irap del 2020.

Avvicinandoci alla fine di novembre, dunque al periodo che coincide con le varie scadenze fiscali, vediamo chi può beneficiare di tale proroga:

  1. i titolari di partita iva che esercitino attività economiche per le quali sono stati approvati gli Indici Sintetici di Affidabilità fiscale (ISA) operanti nei settori economici individuati nell’Allegato 1 e Allegato 2 del decreto Ristori bis, aventi domicilio fiscale o sede operativa nelle aree del territorio nazionale di Zona Rossa;
  2. i titolari di partita iva che esercitino attività economiche per le quali sono stati approvati gli Indici Sintetici di Affidabilità fiscale (ISA) esercenti l’attività di gestione di ristoranti nelle aree del territorio nazionale caratterizzate da uno scenario di elevata gravità e da un livello di rischio alto di Zona Arancione.

La proroga è estesa anche ai soggetti forfettari e minimi e ai soci di società di persone e soci trasparenti in srl.

Tutti questi soggetti potranno, dunque, beneficiare della proroga:

  • se hanno subito un calo di fatturato nel primo semestre 2020 rispetto al primo semestre 2019 di almeno il 33%;
  • nel caso in cui non abbiano subito un calo di fatturato, ma rientrino nei casi di cui ai punti 1 e 2 visti sopra.

Chi deve, invece, versare entro il 30 novembre?

  1. Coloro che non hanno subito una diminuzione del fatturato nel primo semestre 2020 rispetto al primo semestre 2019 di almeno il 33%, e:
  • hanno domicilio fiscale o sede in una regione rientrante nella zona gialla; 
  • hanno domicilio fiscale o sede in una regione rientrante nella zona rossa ma non rientrano tra i codici ATECO di cui all’allegato 1 e 2 al DL Ristori bis;
  • hanno domicilio fiscale o sede in una regione rientrante nella zona arancione e non esercitano l’attività di gestione di ristoranti.
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