Lo sport, il terzo settore e le agevolazioni fiscali

L’inserimento delle sportive iscritte al registro Coni all’interno del Runts provoca inevitabilmente dei problemi.

  • occorrerà duplicare gli adempimenti in quanto ogni ente che vuole essere “sportivo” e del “terzo settore” dovrà presentare la stessa documentazione sia al registro Coni che al Runts.
  • vi è l’impossibilità per le sportive del terzo settore di applicare la  398/1991e l’articolo 148, comma 3.

Cosa comporta?

  1. Cessione dei diritti sulle prestazioni degli atleti, sia a tempo determinato che definitivo:

La riforma dello sport conferma, con l’articolo 36, comma 3, D.Lgs. 36/2021, che dette transazioni, possano godere della decommercializzazione dei proventi ai fini dei redditi, ma nel caso in cui il cedente sia iscritto solo al registro Coni.

  1. Cessione dei diritti sportivi e dell’affitto di spazi in impianti sportivi.

Se il cedente è ente del terzo settore, il ricavato costituirà componente positivo di reddito e sarà decommercializzato in caso di sola iscrizione al registro Coni.

  1. La disciplina fiscale delle imprese socialisi discosta dagli altri enti del terzo settore.

A prescindere dalla differenza di volume d’affari (400.000 euro per la L. 398/1991 e 130.000 euro per la norma del terzo settore), la disciplina del D.Lgs. 117/2017 appare più conveniente in quanto applicabile anche alle attività diverse.

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